Serpica Naro
non esiste. O meglio è l'anagramma del santo protettore dei senza
lavoro-tempo-diritti-salario e la sfilata l'avevano organizzata proprio
loro, con regolare permesso e accettazione della Camera della moda. Un
meccanismo perfetto, che riscuote persino i complimenti di un
responsabile della questura che nulla può eccepire sulle
autorizzazioni. E così la settimana della moda si chiude con la sfilata
del precariato, una colossale beffa....... Sette abiti per la stagione del lavoro 2005, come la "TuttaT job on
call", un pigiamone con cuscino e sveglia pronto a trasformarsi, come
il più classico double face, in tuta da lavoro, "un'entusiasmante
richiamo alla legge 30, sempre pronti alla chiamata notte e giorno".
Oppure come "Mobbing Style", "quando per lo sfinimento non ce la fai
più dai comodi tasconi dei pantaloni escono decine di palline
antistress e riparti". Poi c'è l'abito da sposa per lavoratrici
migranti, d'altronde "l'unica possibilità per avere la cittadinanza
italiana con la Bossi-Fini" è sposarsi un italiano"; e il modello
"Pregnant Lady" per nascondere al padrone in un ampia sacca la
gravidanza causa di licenziamento. Per finire con "Call Donald / Mc
Center", di giorno a friggere patatine, la sera al call center: da urlo..."
Claudio Jampaglia - Liberazione
e il bello e che è c'è anche il sito internet di questa fantomatica stilista (http://www.serpicanaro.com) con tanto di finta biografia e rassegna stampa. Molto interessante anche la dichiarazione di intenti :
"Serpica Naro non esiste.
Serpica Naro e´ un meta-brand.
Serpica Naro e' una versione generosa del trademark, tutti coloro che vi si riconoscono possono parteciparvi.
Serpica Naro e´ un luogo dove si incontrano immaginari e autoproduzione, creativita´, stile e radicalita´.
Serpica Naro decreta la fine dei simboli ed afferma una metodologia, un
immaginario, un pertugio attraverso il quale esprimere produzione
sociale e conflittualita´.
Serpica Naro e´ produzione autonoma di
senso, un metodo di condivisione, apertura pubblica dei "codici",
liberazione e messa in rete di competenze e intelligenze.
Serpica
Naro e´ una modalita´ di relazione, in forma reticolare, continua,
completamente aperta. Come le nonne ci insegnavono a lavorare a maglia
senza volere niente in cambio. cosi´ noi abbiamo creato una nonna
collettiva di nome Serpica Naro.
Serpica Naro sara´ un sito web
per inventare un laboratorio di stile precario, per raccogliere le
autoproduzioni per socializzare le competenze lavorative e le
informazioni.
L'instabilita´ diviene ricchezza attiva, il divenire continuo ci fa muovere e creare nuovi stili.
Creativita´ e sperimentazione sociale si muovono insieme.
Serpica Naro come meta-marchio delle autoproduzioni e´ la risposta con
la quale dichiariamo chiusa la settimana della moda e aperta la
stagione della cospirazione precaria e creativa." (su Indymedia).
Ma chi c'è dietro?
Frankie (collettivo chainworkers) - "Tra i creatori di San Precario ci sono molte persone che credono
che la precarietà si possa costruire attraverso l'immaginario e il
sapere. A creare Serpica Naro sono stati 200 precari che lavorano nel
mondo della moda, io sono uno di loro, lavoro da anni nel mondo delle
sfilate... io ho 32 anni e mi occupo di allestimenti nella moda. Abbiamo
fatto tutto quello che si fa in questi casi, e che siamo abituati a
fare come precari: tramite i nostri contatti abbiamo redatto un book,
creato uno stile e i buyer, allestito una redazione, messo su un
ufficio stampa, lo show room"
...e sono dei miti :-)
Tutto ciò è illuminante. Il lillipuziano che tira uno sgambetto al gigante. E sinceramente non so che sviluppi potrà avere la cosa. però è bello pensare che solo con l'intelligenza si riesca a cambiare lo stato delle cose.
Sto per dire una cosa che mi renderà molto impopolare: Per me Jim Morrison è l'individuo più sopravvalutato del ventesimo secolo (farebbe a gara in quanto a sopravvalutazione con Shopenauer se non fosse di un'altro secolo). Ora...non è che se uno s'imbottisce di tutto lo schifo possibile diventa automaticamente un genio dannato!!!! Andiamo...pure io sotto il lisergico sono capace a scrivere robe ricche di ridondanze e infiniti elenchi di immagini che definire banali è poco. Poi ritonando a Shopenauer, uno che sostiene che la vita è un continuo alternarsi tra noia e dolore c'ha qualche problema nn da poco (soprattutto se considera un cane barboncino il suo migliore amico), se si fosse trovato una disposta a dargliela forse non avrebbe mai fatto il filosofo.