lunedì, gennaio 31, 2005, ore 20:47

Mi ha sempre affascinato questa storia. Nel 1938 Orson Welles, allora produttore radiofonico per la CBS, fece trasmettere un adattamento radiofonico del romanzo "la guerra dei due mondi" di H.G. Welles. Il romanzo parla di un invasione aliena della terra... e la trasmissione la trasformava in un bollettino radiofonico che interrompeva le normali trasmissioni musicali. Ovviamente il pubblico venne avvisato prima di tale trasmissione che si trattava di pura finzione. Però qualcuno accese la radio solo dopo tale annuncio...  Il risultato fu una crisi di isteria collettiva, la gente fuggiva in auto dalle città, qualcuno si suicida, altri si abbandonano a violenze, altri ancora si radunano nelle chiese per pregare... 

boda81
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domenica, gennaio 30, 2005, ore 11:58

 

L'uso di Napalm e di altre armi incendiarie contro i civili è stato vietato da una convenzione delle Nazioni unite nel 1980: Gli stati uniti non hanno firmato tale convenzione ma hanno dichiarato di aver distrutto i propri arsenali nel 2001. Nell'agosto 2003 il pentagono ammette di usare ancora bombe al napalm, le mark 77 .


"We napalmed both those [bridge] approaches," dice il Colonnello James Alles, comandante dell'11 gruppo aereo dei Marines. "Unfortunately there were people there ... you could see them in the [cockpit] video. They were Iraqi soldiers. It's no great way to die. The generals love napalm. It has a big psychological effect."

Bruciare vive le persone non è per niente una bella cosa... che siano civili o militari è lo stesso. Perche è un inutile crudeltà. Soprattutto se sei tu ad invadere uno stato sovrano, che non ti ha mai attaccato e non ha mai nemmeno minacciato di farlo. Credo che sia un comportamento da terroristi. E noi italiani stiamo ancora a dare una mano a questi signori che soni  lì solo ed esclusivamente per il petrolio.

boda81
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venerdì, gennaio 28, 2005, ore 18:36

" Drink up, baby, look at the stars, I'll kiss you again
Between the bars where I'm seeing you
There with your hands in the air waiting to finally be caught
Drink up one more time and I'll make you mine"      (Elliott Smith)
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mercoledì, gennaio 26, 2005, ore 18:43

Ci apprestiamo ad uscire dal bar, e dopo aver pagato vado a prendere l'ombrello. Il porta ombrelli è pienissimo e io, come al solito, dimentico qual'è il mio.
Ale - (guardandomi armeggiare con gli ombrelli) ricordi qual'è il tuo?
Fede - no. Assolutamente.
Ale - il tuo ha il tastino per l'apertura
Fede - Lo hanno tutti...
intanto un tizio prudentemente riprende il suo appena posato, non si sa mai...
Alla fine mi decido su uno scozzese con il manico blu di plastica. Sembra il più somigliante al mio vago ricordo.
Usciamo. Scoppiamo a ridere .
Fede - immagina mio padre ke fa. Ma di ki è quest'ombrello? e il mio che fine ha fatto? Ed io a dire "ma che sciocchezze! è il tuo questo! come non ti ricordi!"
Tutto ciò per chiedere scusa a chi ho rubato l'ombrello.Se l'ho rubato,in effetti non lo saprò mai. Diciamo che al 95% era il mio quello che ho preso. Nel caso sfortunato (il 5 %residuo), beh scusa .




boda81
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giovedì, gennaio 20, 2005, ore 22:30

  "Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce
i molti invece dei pochi per questo è detto democrazia. Un
cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando
attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si
occupa delle pubbliche faccende per risolvere le sue questioni
private. Qui ad Atene noi facciamo così, ci è stato insegnato
a rispettare i magistrati e c'è stato insegnato a rispettare
le leggi, anche quelle leggi non scritte la cui sanzione
risiede soltanto nell'universale sentimento di ciò che è
giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per
questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene
noi facciamo così". Pericle (495 - 429 a.c.)

State pensando quello che sto pensando io?
boda81
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martedì, gennaio 18, 2005, ore 00:06

 http://digilander.libero.it/FineschiCristian/studi.html
boda81
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lunedì, gennaio 17, 2005, ore 17:21

ogni mia stupida paura si scoglie in un tuo abbraccio... :-) 
boda81
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venerdì, gennaio 14, 2005, ore 23:13

Ho una tendenza autolesionista: cercare di capire la gente. Sperare di collegare le parole ad un fine, magari solo vago. Oppure giustificarlo tramite una causa, in assenza del fine...Ad un certo punto della mia vita ho capito che non c'è niente da fare, sono troppo limitato, non mi riesce.Mi sono convinto di  dover cambiare prospettiva: chi capisco capisco, e mi arrendo a non capire chi non capisco. Non pretendo che si adegui al mio modo di pensare, e non voglio certo adattarmi al suo. Liberamente scegliere di intendersi. Non incatenare e non lasciarsi incatenare.
boda81
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